ES EN IT
Interior Design

Cucina aperta o chiusa: cosa conviene in base a come vivi

Autore: Arq. Angelo L.
Condividi

Poche decisioni di progetto generano tanto dibattito tra i clienti quanto questa: cucina aperta o chiusa? Negli ultimi vent'anni la cucina integrata al soggiorno è passata dall'essere una rarità da rivista di design a diventare la scelta predefinita in quasi ogni ristrutturazione. Ma "predefinito" non significa "giusto per tutti". La vera domanda non è qual è la tendenza, ma come cucini, chi ti visita e quanto disordine sei disposto a mostrare ogni giorno.

Cosa guadagna e cosa perde una cucina aperta

Aprire la cucina al soggiorno o alla sala da pranzo ha vantaggi chiari: più luce, più sensazione di ampiezza e un'esperienza sociale diversa, dove chi cucina non resta isolato dal resto della casa. Negli appartamenti compatti — che a Lima sono sempre più la norma che l'eccezione — eliminare un muro può fare la differenza tra un ambiente che si sente piccolo e uno che si sente completo.

Il costo di quell'apertura è reale anche lui. Odori e vapore di cottura circolano liberamente in tutta la casa, il rumore di frullatori ed estrattori si intromette nella conversazione del soggiorno, e soprattutto: tutto ciò che c'è in cucina resta in vista tutto il tempo. Una cucina aperta richiede un livello di ordine costante che una cucina chiusa semplicemente non chiede. Se in casa tua si cucina spesso e con intensità — soffritti, fritture, cucina creola dagli aromi decisi — è un fattore da prendere sul serio prima di abbattere la parete.

Ciò che offre una cucina chiusa e che spesso si sottovaluta

La cucina chiusa ha la fama di essere "antiquata", ma resta l'opzione più logica per certi stili di vita. Contiene odori e rumore, permette di lasciare piatti sporchi o un tagliere a metà uso senza che si veda dalla sala da pranzo, e offre più superficie a parete per lo stoccaggio, un aspetto che nelle cucine piccole cambia completamente la funzionalità dello spazio.

Nel contesto peruviano, inoltre, c'è un fattore che gli articoli generici sul tema tendono a tralasciare: molte abitazioni hanno ancora personale domestico che lavora principalmente in cucina, e una cucina chiusa dà a quella persona uno spazio di lavoro proprio, senza restare esposta al resto della casa mentre cucina o lava i piatti. È una considerazione pratica, non solo estetica, che vale la pena discutere apertamente con il cliente all'inizio del progetto.

Non esiste una cucina "corretta". Ce n'è una che risponde a come vivi, e un'altra che risponde solo a come appare in una fotografia.

Le soluzioni intermedie che risolvono il falso dilemma

Tra il tutto aperto e il tutto chiuso c'è un'ampia gamma di soluzioni che spesso sono la risposta più intelligente. Isole o bancone che separano senza chiudere del tutto, creando continuità visiva ma segnando un limite funzionale. Porte scorrevoli o pannelli di vetro che permettono di aprire la cucina quando ci sono ospiti e chiuderla mentre si cucina qualcosa dall'odore intenso. Cucine semiaperte con una finestra interna verso la sala da pranzo, che lasciano passare luce e contatto visivo senza esporre tutta l'attività.

Queste soluzioni intermedie richiedono solitamente un po' più di pianificazione — soprattutto per la ventilazione e la posizione degli estrattori — ma finiscono per dare il meglio di entrambi i mondi a famiglie che non rientrano del tutto in nessuno dei due estremi.

Come decidere nel tuo progetto

Prima di decidere, conviene rispondere onestamente ad alcune domande semplici: cucini ogni giorno o occasionalmente? Ricevi visite spesso e ti piace che la cucina faccia parte di quell'esperienza sociale, o preferisci che resti fuori scena? Quanto tempo reale dedichi a mantenere l'ordine visivo di una casa? E nei progetti con personale domestico, quello spazio deve funzionare anche come un luogo di lavoro indipendente?

Non c'è una risposta universale, ed è per questo che diffido di qualsiasi articolo che ti dica "questo è ciò che si usa adesso" senza prima chiederti come vivi. La cucina è uno degli ambienti più usati in una casa; vale la pena che il suo design risponda alla routine reale di chi la abita, non alla tendenza del momento.

← Torna al blog